Le Plateau de Montrond
Maisons traditionnelles d'Albiez Situato in Maurienne ( dipartimento della Savoia) il villaggio di Montrond ( dal latino Mons rotondus - Monte arrotondato - ) dominato a nord-est dalla Crêt de la Feisse a 1812 m e dalle splendide Aiguilles d'Arves a sud-est a 3514 m è citato per la prima volta nel 1038.

Composto da numerose frazioni - Rieux, Gouthier, Belleville - tra cui la più alta e la più importante è Le Chalmieu ( altitudine 1600m ) che, nel 1875, contava, circa 240 abitanti. Letteralmente aggrappato al pascolo - al di là c'è la natura selvaggia - ci si chiede talvolta cosa abbia spinto gli uomini del Neolitico a stabilirsi qui, in piena montagna (numerose tracce dell'occupazione antica dell'Età del Ferro - verso il 200 a.C. - tra cui soprattutto delle tombe crollate contenenti spille in bronzo, braccialetti, fibbie e grani d'ambra)

Oggi l'esodo rurale ha portato la popolazione a una trentina di abitanti l'anno (il doppio in estate) tra cui 4 famiglie di agricoltori che allevano le mucche Abondance che producono il latte per la cooperativa di prodotti lattiero-caseari di St Sorlin d'Arves utilizzato per la produzione di un eccellente Beaufort AOC premiato più volte durante il concorso agricolo di Parigi. Se lo desiderate, potrete assistere alla mungitura all'aria aperta, l'estate, sui pascoli, grazie alla « mungitrice-mobile ». Trainata da un trattore, consente di sistemare l'attrezzatura necessaria per la mungitura sui pascoli montani e di spostarla secondo il movimento (aumento progressivo degli animali). Il latte è fatto scendere in 4x4, poi è raccolto ogni mattina, pesato e trasportato a St Sorlin.   Vache Abondance

La scuola di Le Chalmieu è stata chiusa nel 1973 ed è diventata un agriturismo. I 5 bambini in età scolare frequentano la prima ad Albiez le Vieux.

Il clima si caratterizza per un sole eccellente, un lungo periodo di neve (quasi 6 mesi), per le deboli precipitazioni (circa 800mm l'anno) e, infine, un'eccezionale luminosità. Il cielo dell'altopiano di Montrond è spesso definito Mediterraneo.

In passato questi vantaggi lo hanno reso il paese del grano di tutto l'Arvan (dal nome del torrente che nasce alle pendici del St Sorlin prima di gettarsi nell'Arc) e il frumento dorava le sue spighe fino a 1600m di altitudine.

La Maurienne vue par Terre Sauvage La Maurienne vue par Alpes Magazine Les Aiguilles d'Arves revisitées par Montagne

« Chalmieu » deriva dal latino calma che non indica un luogo tranquillo - ciò che è - ma un altopiano coperto di prati e pascoli.

Nei secoli precedenti, Le Chalmieu aveva 2 cappelle: una dedicata a St Roch e l'altra alla Santa Trinità. Ma lo stato di ricorrente povertà degli abitanti non consentiva la loro manutenzione e caddero in rovina. All'inizio del XX secolo fu iniziata la costruzione dell'attuale Cappella St Roch. Sfortunatamente, il fuoco, una delle peggiori piaghe endemiche dei tempi passati - con le carestie, le epidemie e le guerre -, il 20 maggio 1917, distrusse il tetto della nuova cappella.

Vaches Tarines Il fuoco distrusse anche 16 case del villaggio - all'epoca attaccate l'una con l'altra attraverso il pignone per beneficiare di un muro divisorio che consentisse di risparmiare le pietre e il lavoro continuando a godere di una protezione migliore dal freddo e dal vento - i tetti in paglia propagarono il fuoco alla velocità della luce - riducendo le famiglie colpite in uno stato di estrema povertà. Senza risorse, perché naturalmente prive di assicurazione, fu la rovina di queste persone che dovettero andare via e alimentare le fila degli immigrati nelle città.

I bei vecchi tempi: molto dolore, lacrime e sudore...

Oggi di queste vecchie case rimangono solo 2 file pittoresche a ogni estremità del villaggio. E un incendio in una di loro nel 2006 ha ancora una volta dimostrato la loro vulnerabilità. È stato possibile salvare il quartiere perché l'incendio è scoppiato una domenica nel tardo pomeriggio, prima dell'ora della mungitura, momento in cui tutti gli abitanti erano presenti e hanno potuto mobilizzarsi per lottare contro le fiamme. In effetti i pompieri, tenuto conto della distanza, sono potuti arrivare solo un'ora dopo.

Fino ai primi anni '60, gli abitanti di Le Chalmieu vivono ancora al piano terra della loro fattoria occupata in gran parte dalla stalla. La cucina e i letti sono in un angolo, su un pavimento di terra battuta, senza alcuna divisione con il bestiame. Trascorrono i lunghi mesi invernali in questa atmosfera calda ma molto umida, avvolti dall'odore di sterco, dai vapori di ammoniaca e dall'emanazioni di fumo della vecchia stufa o del caminetto.   Equitation en montagne

Le finestre, molto piccole per proteggersi dagli inverni rigidi e per ridurre le imposte sull'ampiezza delle porte e delle finestre consentono una scarsa ventilazione.

Oggi, l'innalzamento del livello di vita, la meccanizzazione agricola, lo sviluppo delle automobili e l'arrivo dei turisti hanno, qui come altrove, e felicemente, profondamente cambiato le abitudini.

Jean Claude Grand un des fermiers Jean Claude Grand à la traite d'été

Dalla fine degli anni '50, le nuove generazioni hanno visto ciò che altri avevano realizzato altrove e hanno cominiciato a godersi l'onda nascente dello sci. Sono stati costruiti dei piccoli impianti di risalita sulle pendici di Montrond (oggi scomparse, perché il profilo della montagna non si prestava a un ampliamento). Tuttavia hanno consentito al villaggio di aprirsi verso l'esterno. Degli agricoltori con spirito di iniziativa hanno aperto un bar poi dei campi estivi pur conservando la loro attività pastorale. Il loro esempio è stato seguito da altri. Un'associazione ha investito sugli chalet e li ha sistemati per i campi scuola.

Le Moine de Champlan à Albiez Le Jeune La bellezza delle 3 Aiguilles d'Arves - la Settentrionale, chiamata anche Tête de Chat, la Centrale e la Meridionale, la più alta, 3514m - hanno favorito lo sviluppo modesto del comune. Tuttavia ciò non ha impedito l'esodo rurale. E, all'inizio degli anni '70, il comune di Montrond, si è associato a quello di Albiez le Vieux per diventare Albiez-Montrond.

In estate come in inverno, l'altopiano di Montrond offre un magnifico panorama selvaggio e grandioso spesso fotografato sulle copertine e commentato sulle riviste specializzate ( Alpes Magazine, Terre Sauvage, ecc ). Se la scalata delle Aiguilles è, da questa parte, un po' passata di moda a vantaggio di Valloire - ed è un peccato perché la salita è più impressionante dalla nostra vallata - le numerose escursioni ai loro piedi sono favolose.

Tempo fa nessuno, tranne i cacciatori di camosci, si avventurava nei loro paraggi. La vita era sufficientemente difficile così senza doversi affaticare in inutili occupazioni: passeggiare! È stato necessario attendere l'arrivo dei ricchi oziosi inglesi per far sì che alcune persone, tra le più agili e le più intraprendenti, comprendessero che era un modo per guadagnare; diventarono guide occasionali. Les cheminées de fées de la Combe

La prima scalata rivendicata è dei fratelli Magnin, dei notai partiti in escursione di caccia il 2 settembre 1839. Più tardi quella conosciuta del celebre alpinista inglese William Coolidge, il 13 agosto 1878.

Forse anche voi potreste tentare una salita, se ve lo dice il cuore, naturalmente con la presenza di una guida? Possiamo consigliarvi delle guide molto competenti.

Idee per escursioni nei dintorni dello Chalet Saint Roch
Le Chalmieu à l'automne Così la salvezza delle alte valli è venuta da cittadini che praticavano delle attività che i montanari, troppo occupati a sopravvivere in un ambiente ostile, disprezzavano, ignoravano o temevano: le passeggiate, lo sci e l'alpinismo.
Ma, per far sviluppare il turismo e far conoscere il paese d'Arvan, è stato necessario costruire una strada. In effetti le 2 mulattiere esistenti fino ad allora, per il Col d'Arves a 1754 m di altitudine o per il Frégny, in inverno diventavano spesso impraticabili (tempeste di neve, valanghe devastanti). Prevista inizialmente per Albiez le Vieux, fu rifiutata dal Consiglio Municipale, perché i costumi pericolosi e disinibiti della città avrebbero invaso il villaggio e le ricche coltivazioni di grano sarebbero state danneggiate. Fu studiato quindi un nuovo tracciato e fu realizzato sulla riva sinistra dell'Arvan, con partenza da St Jean de Maurienne. Considerato utopico da alcune persone dell'epoca perché tracciato su gole vertiginose e con un costo molto elevato; i lavori iniziarono nel 1894 e tutti i comuni toccati parteciparono al finanziamento. Fu necessaria la costruzione di 5 tunnel e si consentì lo sviluppo economico di tutta la regione. Oggi, 2 tunnel sono stati rimossi e gli altri 3 sono stati completamente ricostruiti e ampliati ed è stato creato anche un viadotto. È la strada dipartimentale 926 - detta anche "route des Arves" - che passa ai piedi di Cheminées de Fées de la Combe Genin.

Ormai il tragitto da St Jean de Maurienne a Montrond si effettua senza problemi, in estate come in inverno: senza carrozza, carretto o a dorso di mulo come il vescovo di St Jean de Maurienne quando veniva a visitare i suoi domini e a incassare le decime!

Tranne forse qualche sabato innevato particolarmente frequentato da studenti durante le vacanze scolastiche di febbraio in cui un asino sarebbe utile... Ma, arrivando un giorno prima o partendo un giorno dopo, tutto diventa semplice - naturalmente con le attrezzature speciali nel portabagagli nel caso in cui dovessero servire.

Le Chalmieu vu du Mont Chardonnet

Albiez le Vieux fu collegata da una strada nel 1939, circa 50 anni dopo quella di Arves. E tutto lo sviluppo economico del villaggio ne fu influenzato. Effetto positivo per i visitatori di adesso, è un villaggio incontaminato che pratica un turismo dolce.

E se amate « quando svolta » potete provare la strada dai 52 tornanti, con partenza da Villargondran in direzione d'Albiez le Jeune. Non certo per i dilettanti... o per i cicloturisti. Ciò vi consentirà di ammirare la curiosità molto bella d'Albiez le Jeune: le Moine de Champlan. Che potete naturalmente raggiungere attraverso un'altra strada, più « tranquilla » con partenza d'Albiez le Vieux.

Ecco. E se volete saperne di più, troverete numerosi libri presso lo Chalet Saint Roch, da leggere davanti al fuoco in inverno o su una sedia a sdraio in estate.

A presto

Francois vers les lacs Bramant

Informazioni pratiche:

Dipartimento: Savoia

Comune: Albiez-Montrond

Villaggio: Montrond

Località: Le Chalmieu

GPS: 45°11'4.25"N / 6°18'58.96"E

Distributore di benzina: A 5 km, direzione St Sorlin d'Arves

Minimarket: Sherpa au Col du Mollard e a St Sorlin.

Alimentari: Albiez le Vieux.

Noleggio sci e racchette: St Jean d'Arves e Albiez le Vieux

Caseificio: St Sorlin d'Arves ( Cooperativa latto-casearia)

Distributore automatico di biglietti: St Sorlin d'Arves, Albiez-le Vieux

Discoteca e pub: St Sorlin

Carta IGN Valloire allo 1/25000° n° 3435ET

Guida di montagna Line e Pierre MOLBERT 04 79 59 39 45 line.molbert@bmalbiez.com

Guida per escursioni Alain MOLLARET 04 79 59 33 74 alain.mollaret@tiscali.fr

Ufficio del turismo Albiez le Vieux 04 79 59 30 48

Ludoteca per bambini fino a 12 anni ad Albiez le Vieux 04 79 59 39 33
Scuola di sci 04 79 59 31 77

Municipio Albiez-Montrond 04 79 59 30 93

Noleggio sci e racchette ad Albiez le Vieux :
Le Mustang 04 79 59 31 90 e Sport 2000 04 79 59 30 94

Taxi Trans'alpes 04 79 64 02 55 Tariffa circa 45 euro da St Jean allo Chalet.

Impianti di risalita: 04 79 59 31 77

Cinema Albiez le Vieux 04 79 59 30 48

Alimentari ad Albiez le Vieux : Epicerie Sambuis 04 79 59 30 80.
Nessun ristorante, né panetteria né negozi a Le Chalmieu. Soltanto mucche e qualche abitante. Siate previdenti per i vostri pic-nic.


Da visitare:

Cattedrale e chiostro di St Jean de Maurienne; anche Museo dell'Opinel.

Itinerario delle Chiese e cappelle barocche.

Sentieri delle leggende dell'altopiano di Albiez.

Chambéry, capitale dei duchi di Savoia a 1h15 da Montrond.

Susa, piccola e affascinante città italiana dall'altra parte del Fréjus.

Le fortezze dell'Esseillon sulla strada del Moncenisio.  

Commenti:

Ce Chalet de montagne est une vraie Maison de famille, chaleureuse, vivante et accueillante. Tout contribue à une parfaite harmonie : la profusion de tapis, de tableaux, de bouquets, de photos. Les enfants ont énormément apprécié l'espace du séjour - ainsi que leur coin réservé d'où il a été parfois difficile de les arracher, le matin...- et la gentillesse de Rocky le Labrador. Nous avons été particulièrement sensibles à votre discrétion, votre disponibilité, à la vitalité et à la joie de vivre de Suzanne, aux délicieux dîners 3*** de Gérard, à l'accueil attentionné et à l'ambiance tonifiante qui règne au Chalet. En plus, nous avons fait des rencontres très sympathiques. Merci pour tout.  Pierre-Jacques et Dominique. Paris 15°.

Merci pour ces délicieux repas. Vos chambres sont magnifiques ainsi que vos oiseaux et votre ponette et votre chien. Merci encore. Louise TAVERNIER. Ardèche. 9 ans.

Merci pour tous ces bons repas et les chambres douillettes. Ici, nous sommes vraiment servis comme des rois. Merci encore. Emma TAVERNIER 10 ans

le 21 septembre 2007

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Très Bon Accueil, très bon week-end, très beau Chalet, site superbe... Que du positif pour ce début d'année 2009. Merci. Bonne Continuation. Angélique et Daniel. Nîmes
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Un accueil très chaleureux, un week-end inoubliable...Dommage de devoir repartir... Janvier 2009
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Original, superbe vue, climat, ça change de Paris !
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L'automne naissant sous les Aiguilles d'Arves. Après une belle randonnée, suprême récompense : le dîner concocté par le maître de maison; ses talents associés à la qualité des produits nous assurent des moments délicieux chaque soir. Si par hasard il pleut, on nous prépare un bon feu de bois dans la grande salle à vivre de ce chalet qui allie le confort à l'authentique. La bibliothèque, riche en ouvrages sur la région ( entre autres ) est au autre atout de ce lieu convivial. Bref : une semaine au Paradis. Merci à nos charmants hôtes. Dominique et Christian.

Mercredi 26 septembre 2007

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Colchiques dans les prés, fleurissent, fleurissent,

Colchiques dans les prés, c'est la fin de l'été,

Les feuilles d'Automne emportées par le vent,

Les feuilles d'Automne, tombent en tourbillonnant.

Les Colchiques nous ont accueillis, violettes et blanches sous un soleil chaud.

Nos randonnées les ont foulées; pique niques et marmottes étaient notre quotidien. Et le soir, les petits plats de Gérard, le sourire de Suzanne, la gentillesse de François ont accompagné le repos nécessaire à nos muscles meurtris.

Tout à coup, en 2 jours, le vent s'est levé, les nuages chargés de neige ont obscurci la montagne. Fin des randos...il reste les repas délicieux, le sourire et la gentillesse ! Nous souhaitons revenir dès que possible continuer à explorer la montagne. Maurice et Andrée DUMONTOIS. Epagny/Oise  

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